Cece

Cece

Descrizione

Il cece è un legume antichissimo, conosciuto e coltivato da millenni, noto anche con i nomi di cecio (in alcune regioni) o più comunemente ceci al plurale. Si presenta come un piccolo seme tondo e rugoso, di colore beige, ma esistono anche varietà nere, rosse e verdi. La pianta è rustica, ama il clima secco e non richiede molta acqua. Cresce in modo eretto, con fiori bianchi o viola, e sviluppa baccelli contenenti da uno a tre semi. La semina avviene tra febbraio e aprile, in pieno campo, e la raccolta si effettua in estate, tra luglio e agosto, quando la pianta si secca naturalmente.

Caratteristiche

I ceci hanno un sapore pieno, leggermente nocciolato e una consistenza cremosa dopo la cottura. Si consumano previa lunga ammollo e cottura, in zuppe, minestre, vellutate, insalate, polpette, creme come l’hummus, oppure in preparazioni tradizionali come la farinata, la panissa o la pasta e ceci. La parte edibile è il seme secco, ma nelle cucine contadine venivano consumati anche i baccelli teneri e le foglie giovani. Con la farina di ceci si preparano tante ricette tipiche del Mediterraneo, anche senza glutine.

Proprietà

  • Ricchi di proteine vegetali e carboidrati complessi
  • Fonte eccellente di fibre, ferro, magnesio e vitamine del gruppo B
  • Aiutano a regolare la glicemia e il colesterolo
  • Molto sazianti e utili in diete vegetariane e vegane

Origine

Il cece è originario del Medio Oriente e dell’area del Mediterraneo orientale, dove era già coltivato oltre 7.000 anni fa. È stato uno dei primi legumi domesticati, come dimostrano ritrovamenti archeologici in Turchia e Siria. In Italia è coltivato soprattutto in Umbria, Toscana, Lazio, Sicilia e Puglia, spesso in varietà locali come il cece nero della Murgia, il cece di Navelli o il cece piccolo del Chianti, apprezzati per sapore e resistenza alla cottura.

Curiosità

Il cece ha sempre avuto un posto speciale nelle tradizioni contadine, sia come alimento base che come simbolo di forza e resistenza. Anticamente si pensava che portasse fortuna: in molte culture veniva offerto in dono o lanciato durante cerimonie e feste.

Era considerato il “carne dei poveri”, grazie al suo alto contenuto proteico e alla lunga conservazione. Ancora oggi, piatti come la farinata in Liguria o la pasta e ceci nel Centro Italia raccontano un legame profondo tra questo piccolo seme e la cucina popolare. E c’è chi, per scherzo o per abitudine, lo chiama ancora affettuosamente “cecino”, come si fa con le cose buone e familiari.