Prugna
Descrizione
La prugna è un frutto estivo dalla forma tondeggiante o leggermente allungata, con buccia sottile e liscia che può essere di colore giallo, rosso, viola o blu scuro, a seconda della varietà. La polpa è succosa, dolce e a volte leggermente acidula, e racchiude un nocciolo centrale non commestibile. La pianta del prugno è un albero di media grandezza, rustico e resistente, con fiori bianchi che sbocciano all’inizio della primavera. Le varietà coltivate comprendono sia le prugne europee, più adatte all’essiccazione, sia le susine giapponesi, più grandi e carnose. La messa a dimora si effettua tra novembre e marzo, e la raccolta va da giugno a settembre, a seconda della varietà e della zona climatica.
Caratteristiche
La prugna ha un sapore dolce e aromatico, con una consistenza morbida o soda a seconda della maturazione. Si consuma principalmente fresca, ma è molto usata anche in cucina per la preparazione di crostate, confetture, composte, sciroppi, chutney e dolci al cucchiaio. Le prugne secche sono un alimento tradizionale, ricco e versatile, consumato tal quale o usato per arricchire piatti salati, arrosti e insalate. Si mangia la polpa, mentre il nocciolo va eliminato. Alcune varietà, come la Regina Claudia o la Stanley, sono particolarmente apprezzate anche per la trasformazione industriale.
Proprietà
- Ricche di fibre solubili, con effetto benefico sulla regolarità intestinale
- Contengono vitamina A, C e K
- Fonte di potassio, ferro e polifenoli antiossidanti
- Le prugne secche hanno un effetto lassativo naturale e aiutano la digestione
Origine
La prugna ha origini molto antiche: le varietà europee derivano dal Caucaso e dall’Asia Minore, mentre le prugne giapponesi sono originarie della Cina. Si sono diffuse in Europa già in epoca romana e si sono adattate bene a diversi climi. In Italia sono coltivate soprattutto in Emilia-Romagna, Campania e Lazio, con molte varietà locali e tradizioni di trasformazione legate all’essiccazione e alla preparazione di conserve.
Curiosità
Un tempo, le prugne venivano essiccate al sole su graticci di legno e conservate per l’inverno, diventando uno degli alimenti base nelle dispense contadine. In alcune zone d’Italia, le prugne secche erano considerate un “dolce povero” da offrire nei giorni di festa o durante i matrimoni.
La loro azione regolatrice sull’intestino è così nota che sono entrate nel linguaggio comune: si dice ancora oggi “mangiare prugne per rimettere in moto” quando si cerca un rimedio naturale e delicato. Un frutto semplice, ma con una lunga storia e mille usi, capace di unire gusto e benessere in ogni stagione.








